13-03-2003

Colpisce i malati d'epatite Finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Puglia e dall'Università sarà aperto il prossimo mese «Ecco il centro sul cancro» Tumore al fegato in netto aumento. Colpisce i malati d'epatite L'epatocarcinoma è un tumore al fegato che si sta diffondendo rapidamente e si sviluppa fra coloro che hanno contratto il virus dell'epatite B e C. L'emergenza di questo male, sul quale peraltro manca un monitoraggio specifico, è notevole perché è l'unico tipo di tumore in netto aumento mentre gli altri sono in calo. Gli osservatori, in Italia, sono tre (e riguardano soltanto tre province) e lo sviluppo di questa malattia sarebbe cominciato vent'anni fa, quando ci fu un'epidemia di epatite B e C. Gli esiti peggiori, che portano alla morte, si verificano in un periodo fra i 10 e i 25 anni dalla contrazione del male, come fanno sapere gli specialisti. Per accelerare i tempi, per approfondire lo studio e avviare iniziative di prevenzione, la Fondazione Cassa di risparmio di Puglia, presieduta dal rettore del Politecnico, Antonio Castorani, ha stanziato un finanziamento di 150mila euro a un progetto messo a punto dal professor Vincenzo Memeo, direttore della Chirurgia generale e trapianti di fegato del Dipartimento di Emergenza e trapianti d'organo e dal professor Luigi Lupo, docente di Chirurgia generale e coordinatore del progetto. L'Università contribuisce con altri 100mila euro. Di che si tratta? Realizzare un centro strutturato nel reparto dei trapianti di fegato, nel quale censire il fenomeno a Bari e in tutta la Puglia (dove in media si registrano mille nuovi casi l'anno, e di questi ben 800 riguardano solo la provincia barese). Il progetto partirà entro il mese prossimo e questo centro dovrebbe essere collegato su tutto il territorio con altri piccoli centri scientifici che da istituire (con personale formato appositamente). Dovrebbe quindi crearsi un gruppo, nell'Università barese, per studiare e sorvegliare le malattie neoplastiche del fegato e dei fattori di rischio. In parallelo, sarà creato un registro regionale dei tumori epatici sulla cui scorta sarà promossa un'indagine sull'incidenza e la prevalenza dell'epatocarcinoma nelle province, per costituire una rete informativa basata sugli ospedali per la raccolta di dati. «Trattandosi di un male del quale conosciamo la causa -spiega il professor Lupo -cioè i virus B e C dell'epatite, eccetto cause genetiche del fegato e l'alcool, possiamo definire i soggetti a rischio e svolgere un programma di prevenzione e sottoporre a esame la popolazione a rischio. A latere, potremo anche avviare uno studio biologico sul processo di nascita e sviluppo del carcinoma. Il nostro centro, che secondo i dati del Ministero della sanità è in Italia il secondo dopo il Centro tumori di Milano, per qualità di risultati, farà anche attività di formazione per medici, paramedici e aprirà uno studio biologico. E vareremo due borse di studio di un anno l'una per giovani laureati in area medicobiologica e uno in economia o statistica per la gestione dei dati. Resta il problema che il personale, insufficiente e i posti letto sono solo 20». 

 

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