Il Nuovo

Il singolare caso di un paziente emofiliaco londinese. Grazie alle trasfusione ha contratto l'Aids e l'epatite C. E ora lo avvertono che rischia anche la Mucca Pazza.

LONDRA - Un emofiliaco che in seguito alle trasfusioni di sangue ha già contratto l'Hiv e poi l'epatite C ha ricevuto in questi giorni una lettera che lo informava di essere a rischio anche per la variante umana della mucca pazza (vCJD).

Mark Payton, di 39 anni, ha deciso così di rifiutare altre trasfusioni di sangue pur avendone assoluto bisogno anche perché soffre di emorragie e deve affrontare un'operazione.

Il calvario dell'uomo, che ha affrontato anche un tumore ai linfonodi, era cominciato nel 1985 quando gli fu diagnosticato il virus HIV contratto con trasfusioni di sangue infetto. Per questa prima disavventura aveva avuto circa 150 milioni di lire come indennizzo.

Cinque anni dopo era arrivata l'epatite C. Nel frattempo l'uomo ha perso lavoro e moglie e quando gli è arrivata nei giorni scorsi una lettera dal Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, in Inghilterra, che gli comunicava di essere a rischio anche per il contagio della vCJD in quanto aveva ricevuto plasma da un donatore poi risultato malato, non ce l'ha fatta più ed ha detto basta.

Basta alle trasfusioni a rischio ed ha accusato le autorità sanitarie del Worcershire di prendere decisioni discriminatorie dal momento che gli rifiutano la possibilità di avere sangue sintetico senza rischi ma disponibile solo per gli emofiliaci con meno di 16 anni.

"Se non si denunciano questi fatti - ha detto- non cambierà mai nulla. La mia vita è stata distrutta dalle malattie che ho contratto, il mio matrimonio è fallito, ho perso il lavoro ed ho avuto anche un cancro. Non posso sopportare nient'altro".

Nella sua protesta lo sfortunato Payton chiede che venga usato per tutti i malati di emofilia un prodotto sintetico, il ricombinante Factor 8, che in Ighilterra viene distribuito solo ai malati con meno di 16 anni e che invece in Scozia e nel Galles viene dato a tutti. Il costo di questo medicinale è doppio rispetto ai prodotti emoderivati. Un portavoce dell'ospedale di Birmingham si è limitato a dire che anche se il sangue trasfuso è infetto non è detto che poi la malattia si debba sviluppare. E poi se tutti avessere materiale sicuro per le trasfusioni,ricorda un pò cinicamente un funzionario del servizio sanitario, vi sarebbero meno disponibilità in altri settori.

I morti per vCJD in Gran Bretagna sono fino ad ora 86 e otto le persone malate. Ma tutti ammettono che questi numeri sono destinati a crescere.

(15 FEBBRAIO 2001, ORE 15.56)

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