19-08-2005  Gazzettino

Epatite per sangue infetto: risarcita con 425mila euro

VENEZIA - Ha contratto l'epatite Hcv a causa di una trasfusione di sangue infetto eseguita all'ospedale di Dolo, nel corso di un'intervento chirurgico. A distanza di più di trent'anni da quell'operazione, una donna di 59 anni, residente in Riviera del Brenta, ha ottenuto il risarcimento per i danni patiti: il Tribunale civile di Venezia ha condannato il ministero della Salute a liquidarle 426mila euro, oltre alle spese di giudizio: 222mila euro a titolo di danno biologico permanente; 111 mila a ristoro del dnano morale e 89 mila euro per l'invalidità lavorativa conseguente alla malattia. Il giudice Paolo Corder ha ritenuto che spetti al ministero il compito di vigilare sulla qualità del sangue raccolto e utilizzato nelle trasfusioni. Nessuna responsabilità, invece, a carico di Regione, Ulss e Comune di Dolo. Nonostante il molto tempo trascorso, la richiesta risarcitoria è stata considerata valida: il termine di prescrizione, infatti, scatta dal momento in cui la vittima ha la consapevolezza del nesso di causalità tra l'epatite di cui soffre e la trasfusione. E ciò, nel caso di causa, risale al 1999.


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