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Epatite C un’infezione da non sottovalutare.
Il virus dell'Epatite C è stato identificato nel 1989 e dal 1990 è disponibile un test specifico per la ricerca degli anticorpi anti-HCV. Poiché l’infezione decorre spesso in modo subdolo e asintomatico può capitare che ci si renda conto di averla contratta casualmente nel corso di controlli occasionali per donazioni di sangue. Le transaminasi (GOT e GPT) aumentate e la positività per gli anticorpi anti-HCV sono segno di epatite C che, purtroppo, cronicizza nel 52% dei casi. Di tale percentuale circa il 20% dei casi va incontro a complicanze di una certa gravità (cirrosi epatica, epatocarcinoma). Gli anticorpi anti-HCV rimangono positivi per anni dopo l’episodio di infezione. La positività del test anti -HCV non indica, quindi, necessariamente la presenza del virus in circolo ma solo la presenza degli anticorpi specifici prodotti dall'organismo in risposta all’infezione virale che può essere già stata superata. Inoltre, in una piccola percentuale di pazienti, esiste una falsa positività verso gli anticorpi anti-HCV insita nella stessa metodica analitica. In questi ultimi due casi le transaminasi (GOT e GPT) sono normali. Qualora si fosse venuti a contatto con materiale infetto, nel periodo di tempo che intercorre per la comparsa degli anticorpi anti-HCV, è consigliabile l'esecuzione della ricerca del genoma virale (HCV-RNA) con tecniche di biologia molecolare. Questo tipo di ricerca viene consigliato anche in alcuni rari casi di aumento delle transaminasi con negatività per gli anticorpi anti-HCV perché vi possono essere casi di epatite virale C dove gli anticorpi prodotti non rendono positivo il test comunemente effettuato nei laboratori clinici. Ma non basta evidenziare il virus HCV, occorre anche determinare la carica virale presente nel circolo sanguigno ed individuare il genotipo virale dell’HCV perché vi sono ceppi insidiosi (ad es. 1b) e ceppi virali che lo sono meno (ad es. il ceppo 2a/2c). La tipizzazione dell'HCV è anche utile ai fini di una migliore prognosi terapeutica perché alcuni ceppi sono poco sensibili alla terapia interferonica (esempio il ceppo 1b). L'HCV si può trasmettere tramite trasfusioni di sangue ed è per tale motivo che in tutti i campioni di sangue da trasfondere viene effettuata la ricerca del virus C. Tale virus resiste ad alte temperature ed è per tale motivo che i medici stanno molto attenti alle procedure di sterilizzazione anche perché insieme al virus HCV potrebbe essere trasmesso anche il virus HIV, il quale, però è meno resistente). Chiunque, venga a contatto con sangue infetto, aghi di siringa (ma anche per tatuaggi o piercing), strumenti chirurgici non sterilizzati bene è a rischio di contrarre l'epatite C. Il rischio di trasmetterla per via sessuale è solo ipotizzato e fin ora è stato dimostrato solo in pochissimi casi. Il ruolo del profilattico come protezione effettiva al 100% nei normali rapporti sessuali è tutto da dimostrare, tuttavia, esso svolge certamente un ruolo protettivo. Non esiste al momento attuale un vaccino per l'epatite C. Ultimamente si è preso in considerazione una via di trasmissione, prima sconosciuta, che è rappresentata dalla zanzara. Infatti, la zanzara possiede un apparato buccale simile ad un ago di siringa (spiritromba). Dopo l’infissione nella pelle della spiritromba inietta la saliva la quale, contenendo un anticoagulante, impedisce al sangue di coagulare ed così l’insetto può suggere il sangue. Ovviamente, se la zanzara ha punto un soggetto portatore del virus dell’epatite C può trasmettere il virus tramite la saliva che inietta nella pelle del nuovo soggetto che va a pungere. Il D.M. 28 maggio 1999, n° 329, pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n° 226 del 25 settembre 1999, ha introdotto l’HCV-RNA qualitativo e l’HCV- RNA quantitativo tra gli esami totalmente esenti per patologia questi esami sono molto importanti per valutare la presenza in circolo del virus C. Gli esami sotto elencati sono totalmente esenti per i soggetti con epatite cronica attiva: GOT, GPT, bilirubina totale e frazionata, colesterolo totale, ferro (sideremia), fosfatasi alcalina (ALP), Gamma GT, Glicemia, Lattato deidrogenasi (LDH), Potassio (K), elettroforesi delle proteine, Rame, sodio (Na), Esame urine, Emocromo, Immunoglobuline IgA, IgG e IgM, HBV-DNA, marcatori dell’epatite B (vedi schema), HCV-RNA qualitativo, HCV-RNA quantitativo, anticorpi anti-HCV. www.emofilici.com LA DIAGNOSI DELLE EPATITI VIRALI Le sigle dei marcatori epatitici: Epatite A: HAV IgG- IgM Epatite B: HbsAg-Ab, HbeAg-Ab, HbcAb IgG-IgM, HBV-DNA(*) Epatite C: HCV-Ab, HCV-RNA qualitativo(*), HCV-RNA quantitativo(*), HCV-genotipizzazione(*). Epatite D: HDV-Ab Epatite E: HEV-Ab Epatite G: HGV-DNA(*) Le sigle "Ag" ed "Ab" significano rispettivamente "antigene" (cioè il virus) e "anticorpo" (dall'inglese "Anti-Body") Gli esami contrassegnati con (*) sono eseguibili solo nei laboratori autorizzati per la biologia molecolare.
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