La Corte di Strasburgo intanto ordina il risarcimento per 400 italiani infettati negli anni '80.

MILANO – Convegni, mostre, feste e campagne pubblicitarie di  sensibilizzazione, l’Italia dell’impegno civile e dell’associazionismo si mobilità per la giornata mondiale della lotta all’Aids. E mentre ne paese si moltiplicano le iniziative benefiche e i messaggi più o meno azzeccati per fare breccia nelle coscienze dei più giovani, arriva dalla Corte dei diritti dell’uomo, una sentenza che condanna l’Italia a risarcire, con 60 milioni a testa, un gruppo di 84 malati. La vicenda è quelle delle trasfusioni di sangue infette con le quali vennero contagiati, durante gli anni ’80, 400 malati di emofilia. www.emofilici.com
Contrassero malattie come l’Aids e l’epatite C e il Tribunale di Roma applicò loro i tempi lunghi della giustizia italiana. L’intervento della Corte di Strasburgo cambia decisamente le cose e snellisce le procedure per il risarcimento a persone che finirebbero per non godere nemmeno, vista la gravità del morbo contratto, quella ricomposizione economica del grave danno da loro subito. L’Italia sborserà 24 miliardi, una cifra considerata record e della quale godranno, in un centinaio di casi, gli eredi dei malati. Ma l’iter giudiziario non è del tutto terminato e tra appelli e la burocrazia dei tribunali, ci vorrà ancora del tempo prima di poter incassare la cifra totale del risarcimento, che dovrebbe oscillare intorno al miliardo per malato. www.emofilici.com
Il processo penale nei confronti dei dirigenti del ministero della Sanità e dei responsabili delle case farmaceutiche che distribuirono gli emoderivati infetti, tutti denunciati nel ’93, comincerà il 12 2001 dicembre  a Trento. L’accusa è epidemia colposa.

(1 DICEMBRE 2000, ORE 8:45)

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