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Un acidificante contro l'emofilia
31/08/2002 Le Scienze.it La scoperta, fatta presso l'Università della California di Irvine, indica che l'acido citrico può aiutare a far fronte alla scarsità di una proteina chiamata Fattore VIII, importante per la normale coagulazione del sangue e normalmente assente nei malati di emofilia. L’additivo comunemente utilizzato come acidificante nei succhi di arancia e limone può anche aumentare la produzione di una proteina essenziale nella cura dell'emofilia e altre malattie del sangue. La scoperta, fatta presso l'Università della California di Irvine, indica che l'acido citrico può aiutare a far fronte alla scarsità di una proteina chiamata Fattore VIII, importante per la normale coagulazione del sangue e normalmente assente nei malati di emofilia. I risultati della ricerca sono stati presentati al congresso della International Society of Blood Transfusion, a Vancouver nel Canada. I ricercatori John Owens e Edward Shanbrom hanno scoperto che l'aggiunta di piccole quantità di acido citrico al plasma rende possibile la produzione di Fattore VIII e di altre proteine importanti per la coagulazione fino a quattro volte più elevata rispetto ai metodi tradizionali. "La cura per l'emofilia – afferma Shanbrom – si è sempre basata sulle trasfusioni di fattori coagulanti nel sangue per prevenire eccessive emorragie. Ma gli attuali metodi per estrarre le proteine dal plasma non producono questi fattori a sufficienza". Si sta anche cercando di utilizzare tecniche di ricombinazione del DNA per ottenere queste proteine dagli animali, ma l’operazione è estremamente costosa. L'emofilia è una delle più note malattie genetiche del sangue, caratterizzata da eccessive emorragie, insufficiente coagulazione e, in alcuni casi estremi, da danni irreversibili e letali. L'emofilia colpisce solamente gli uomini, ma le donne possono essere portatrici sane della mutazione. Esistono due varianti della malattia: l'emofilia di tipo A, causata da una mutazione che impedisce la normale produzione del Fattore VIII, è la più comune e affligge un uomo su 5000 in tutto il mondo. L'emofilia B è meno diffusa ed è causata da bassi livelli di un'altra proteina, il Fattore IX. Entrambe vengono controllate per mezzo di trasfusioni dei fattori mancanti. "L'aggiunta di acido citrico al plasma, – affermano i ricercatori – prima della produzione dei fattori coagulanti, permette di estrarre fino al 97 per cento del fattore VIII, contro il normale 25 per cento". Anche altre proteine importanti per la coagulazione, quali il fibrinogeno o il fattore di Willebrand, vengono estratte in modo più efficace.
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