Reflusso: si può evitare Il reflusso gastro-esofageo è uno dei disturbi più frequenti.Correggere alcune abitudini può bastare, a volte, a combatterlo; altre volte è necessaria una terapia farmacologica. Bruciore di stomaco, acidità, dolore al petto: sono i sintomi tipici del reflusso gastro-esofageo, uno dei disturbi pi ù frequenti dell’apparato digerente. La sua causa diretta è un rilassamento dello sfintere esofageo, che è la valvola che impedisce al contenuto dello stomacodi risalire nell’esofago. Questo problema è assai diffuso nei Paesi sviluppati, anche se con molte differenze tra i diversi stati: si va, dal 15 per cento della popolazione in Svezia al 40 per cento negli Stati Uniti. I vari gradi Naturalmente, ci sono diversi gradi di gravità di questo problema, che pu ò essere semplicemente un disturbo occasionale, che si verifica, per esempio, dopo un pasto particolarmente abbondante o un consumo eccessivo di alcolici, oppure può trattarsi di una condizione più frequente, e potenzialmente pericolosa. Infatti, lo stomaco contiene notevoli quantità di acido cloridrico, che può danneggiare le pareti dell’esofago, con rischio di lacerazioni e perdite di sangue. Correggere alcune abitudini Fortunatamente, è possibile combattere questo disturbo correggendo alcune abitudini potenzialmente pericolose. Sono noti, infatti, molti fattori di rischio che possono essere controllati con una certa facilità. Il primo di questi è l’eccesso di alcolici, che aumenta l’acidità dello stomaco e pu ò quindi compromettere la tenuta dello sfintere esofageo. Un secondo nemico, non solo dell ’esofago ma di tutto il nostro corpo, è rappresentato dal fumo di sigaretta, parte del quale finisce quasi inevitabilmente nell’esofago dove può danneggiare la valvola. Un altro problema è rappresentato dal sovrappeso: infatti, l’eccesso di grasso comprime lo stomaco favorendo la risalita del suo contenuto; inoltre, mangiare troppo sovraccarica tutto l’apparato digerente. Ci sono poi alcuni alimenti, come la cioccolata, la menta o gli alimenti acidi, che aumentando l’acidità del contenuto dello stomaco possono causare dei problemi. Un’altra abitudine da correggere è quella di andare a letto o di mettersi in poltrona subito dopo mangiato: sdraiarsi mentre si digerisce favorisce il reflusso.

I farmaci che ci aiutano In molti casi è sufficiente tenere presenti questi fattori di rischio per smettere di soffrire questi disturbi. Se, invece, essi dovessero persistere, è possibile ricorrere a diversi tipi di farmaco, che rispondono ai diversi livelli di gravità del problema. Si va, infatti, dai semplici antiacidi, che sono spesso farmaci di automedicazione e che sono indicati per i disturbi meno importanti, a farmaci specifici, tra i quali spiccano i cosiddetti inibitori della pompa protonica, che riducono sensibilmente l’acidità del contenuto dello stomaco. Questi farmaci sono molto efficaci, tanto che permettono una completa cessazione dei sintomi in un ’alta percentuale di casi.

Se diventa una patologia… Il problema maggiore del reflusso gastro-esofageo, diventa serio quando si tratta di una vera e propria patologia e non già di un disturbo occasionale. Cioè quando il malfunzionamento dello sfintere esofageo dipende da lesioni organiche e funzionali e non è dovuto semplicemente a condizioni particolari e transitorie. Si tratta allora di una vera malattia cronica. I farmaci riducono o cancellano i sintomi ma lasciano inalterata la causa della malattia, e devono perciò essere presi per periodi lunghi, a volte anche per tutta la vita. In ogni caso, si tratta di farmaci molto ben tollerati dall’organismo, la cui assunzione non comporta particolari rischi. Per questo è importante non sottovalutare il bruciore di stomaco o gli altri sintomi, soprattutto quando si verificano di frequente, e parlarne con il medico di famiglia, perché possa valutare la terapia più opportuna, eventualmente predisponendo accertamenti adeguati.

 

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