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martedì 31 ottobre 2000, S. Quintino
Gli hacker cancellano la lista dei contagiati
Attacco informatico al sito del tribunale con i nomi dellevittime del plasma infettoINCHIESTA SANGUEdi Andrea Selva TRENTO. Un attacco informatico ha cancellato il sito del tribunale di Trento, con gli atti dell'inchiesta sul sangue infetto. L'intrusione - su cui ora stanno indagando i carabinieri del reparto informatico - è stata registrata nella notte fra domenica e lunedì, poche ore dopo le accese proteste delle parti lese al processo, sul sito infatti era stata pubblicata anche la lista con nomi e indirizzi di 1.340 persone contagiate dall'aids e dall'epatite con l'uso di emoderivati infetti: «Uno schiaffo alla nostra privacy». Il sito era entrato in funzione la settimana scorsa e subito si erano accese le polemiche: «La lista delle parti offese (tutte persone affette da gravi malattie) è un attentato alla riservatezza» hanno fatto notare gli avvocati dello studio Valcanover ai vertici del tribunale. Prima è stato contattato il presidente del tribunale Battista Palestra, poi allo stesso indirizzo è stata spedita una lettera. Ma il sito - e la lista - è rimasto al suo posto (www.tribunaleditrento.it), fino a lunedì - ore 2 del mattino - quando è stato registrato l'ultimo contatto. Poi nulla: "accesso negato" è la risposta che riceveva fino a ieri sera chi tentava di connettersi alle pagine web. Che è successo? «Si è trattato di un guasto» si è giustificato il responsabile della ditta di Napoli che aveva ricevuto l'incarico di realizzare le pagine internet. Ma nessun gestore di rete ammetterebbe mai di essere stato beffato dagli hacker e la procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta ipotizzando un'intrusione informatica. Per tutto il giorno i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria hanno cercato di ricostruire le cause del sito bloccato, con un sopralluogo nei locali che ospitano i computer. Ci sono legami tra le dure proteste delle parti offese e l'attacco informatico? La coincidenza è impressionante e in procura non hanno escluso quest'ipotesi. E' bene chiarire una cosa: l'intrusione nel sito del tribunale non avrà nessuna conseguenza sul processo, la cui udienza preliminare è stata fissata da tempo per il 12 dicembre. Gli atti pubblicati su internet infatti servivano semplicemente come "pubblico proclama", gli atti veri - quelli di carta - riempiono tuttora due stanze di palazzo di giustizia. Il vero nodo è questo: come avvertire le circa mille persone che secondo la procura potrebbero far valere i propri diritti in tribunale e di cui non è noto l'indirizzo esatto? Senza le parti offese, persone contagiate da emoderivati infetti, non avrebbe senso l'inchiesta che la procura ha iniziato sei anni fa. Alto Adige Internet |
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