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Un vaccino contro il cancro
Gli scienziati sono sempre più vicini alla scoperta di una cura contro i tumori, una malattia che non conosce razza, età e stato sociale ed è impossibile da prevenire. Finalmente gli svariati anni di ricerca hanno dato i frutti tanto aspettati, fin dal secolo scorso: la possibilità di creare un vaccino. "Non una cura -spiega Ottavia Giustetti su Repubblica-, quelle esistono già e sono dolorose, bensì un 'farmaco' che possa addirittura anticipare l'insorgere della malattia". Fino ad oggi è stato sperimentato con successo sui topi, e da primavera sarà sperimentato su un gruppo di venti pazienti che in passato sono stati operati di tumore alla testa o al collo e che sono a rischio recidiva. I primi risultati si attendono nel 2005. L'artefice di questa straordinaria scoperta, il professor Guido Forni, docente d'Immunologia all'Università di Torino, spiega in un'intervista di Marco Accossato sulla Stampa la formula dell'antidoto: "E´ dna prodotto in laboratorio. Come per gli antivirus dei computer, abbiamo iniettato nel topo, e inietteremo nell´uomo, un 'programma' che individua la proteina malata e la ripara. Non inoculiamo la proteina sana, forniamo al corpo il meccanismo per correggere l´errore". Di tumori ce ne sono di tutti i tipi, ma quello più temuto - almeno tra gli uomini - è il cancro della prostata, a buon diritto tra i mali che negli Stati Uniti vengono definiti "Big Killer". Umberto Veronesi, come si legge sul Corriere della Sera, mette in guardia gli uomini sui rischi che corrono: "E' una malattia subdola, dalla lenta progressione, se la lasciamo andare avanti lascia poche speranze perché abbiamo solo terapie palliative". L'eminente oncologo ammette una colpa della ricerca: "Nel passato abbiamo sbagliato. Questo cancro è stato studiato male e con fatalismo". Per difendersi, al momento, la ricetta è sempre quella: prevenzione e diagnosi precoce, ora più efficace con il test Psa.
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