TRENTO giovedì 8 novembre 2001

TRENTO. Maxi processo del sangue infetto, dopo le polemiche dei pazienti, e le critiche del pm Granero, il Governo si costituisce parte civile.

TRENTO. Il ministero della Salute sarà parte civile nel processo in corso a Trento sul sangue infetto. L'annuncio è arrivato ieri con un comunicato stampa nel quale si precisa che «l'avvocatura distrettuale di Trento vi provvederà nei tempi e nei modi che riterrà più opportuni». Agli avvocati del ministero non è bastato un anno di sospensione - quella che ha bloccato il processo dal dicembre dell'anno scorso a causa di alcuni vizi nelle notifiche - per valutare l'opportunità della costituzione. Ora i tempi per partecipare al processo diventano stretti: entro il prossimo 10 dicembre.
«La costituzione di parte civile dello Stato viene fatta solo dopo un'attenta valutazione da parte della competente avvocatura circa la situazione processuale e dei reali capi di imputazione. Data la particolare complessità del processo e considerato che i tempi procedurali lo consentono, l'avvocatura dello Stato ha ritenuto di provvedere a costituirsi parte civile solo dopo una compiuta conoscenza del processo».
La risposta del ministero è arrivata dopo un pomeriggio nel quale sono fioccate le prese di posizione critiche nei confronti della scelta di non costituirsi parte civile. Come quella del vice-presidente del Senato Roberto Calderoli, dell'ex-ministro Rosy Bindi e dell'onorevole trentino Luigi Olivieri, che ha presentato un'interrogazione. Ma soprattutto dopo l'imbarazzante latitanza in occasione della prima udienza del processo, nel quale lo Stato non si è schierato al fianco degli oltre mille pazienti contagiati a seguito di trasfusioni con plasma risultato infetto.
Il ministero della salute ha sottolineato che «l'unico soggetto titolare del diritto di autorizzare la costituzione di parte civile dello Stato è il presidente del consiglio. L'attuale capo del governo Berlusconi ha provveduto a dare l'autorizzazione già dal 27 settembre scorso all'avvocatura di Trento». Ieri il procuratore di Trento Francantonio Granero (nella foto)ha definito la mancata costituzione di parte civile del ministero come un «atto simbolico di grande rilevanza». Negativa, ovviamente. Un atto simbolico che danneggia - ha proseguito Granero - «quei poveretti che in questo modo si sentono abbandonati». Il capo della procura ha quindi evidenziato lo stridente contrasto con la recente vicenda processuale del disastro al petrolchimico di Marghera, processo nel quale lo Stato ha voluto essere protagonista ricevendo, alla fine, un risarcimento di oltre 500 miliardi.
Nel comunicato diramato dal suo dicastero, il ministro della salute Girolamo Sirchia ha voluto rinnovare «la propria solidarietà alle vittime e alle loro famiglie», confermando «la volontà dell'attuale governo di esaminare tutte le possibilità esistenti per trovare una soluzione concordata, in tempi rapidi, che preveda un giusto risarcimento per i cittadini danneggiati dalle trasfusioni». L'ultima possibilità per il ministero è quella di costituirsi alla prossima udienza, fissata per il 10 dicembre, nel corso della quale inizierà la discussione delle eccezioni preliminari. Scaduto questo termine lo Stato sarà escluso dalla prima - fondamentale - fase del processo

 

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