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Repubblica
La scoperta annunciata da un gruppo di ricerca inglese
Aids, un nuovo test che "smaschera" il virus Il sistema è capace di individuare l'hiv anche nelle zone in cui di solito agisce indisturbato. di CLAUDIA DI GIORGIO Non è la scoperta di una cura risolutiva, né del tanto atteso vaccino, ma la fine del 1999 si chiude comunque con una buona notizia sul fronte della lotta all'aids. Un gruppo di ricerca inglese ha infatti annunciato la realizzazione di un nuovo sistema di indagine in grado di individuare il virus anche nelle zone dell'organismo, come il cervello, gli occhi o i testicoli, in cui l'agente patogeno si nasconde indisturbato, ostacolando l'efficacia delle terapie. Uno dei problemi maggiori del cocktail di farmaci utilizzato per impedire il passaggio dalla condizione di sieropositività a quella di aids conclamato è infatti l'abilità del virus di sfuggire alle normali analisi di laboratorio e di rimanere celato nel corpo di chi sta seguendo la terapia, ma pronto a riprendere senza preavviso la sua azione letale. Il "circle test", così è stato battezzato dai suoi scopritori, riesce invece a smascherarne la presenza identificando un segno particolare, delle tracce circolari del dna virale nei globuli bianchi che costituiscono i prodotti di scarto della replicazione e rappresentano una specie di biglietto da visita lasciato dall'hiv, segnalando che il virus è attivo e si sta riproducendo. In questo modo, è possibile modellare la cura sulle esatte condizioni del paziente, ed impedire l'espandersi del processo di replicazione, controllando più efficacemente gli effetti dei farmaci su ciascun malato. La multiterapia con gli antiretrovirali è un regime complesso e molto rigoroso, che impone da 15 a 20 pillole al giorno ad orari precisi ed ha numerosi effetti collaterali. Gli esperti la considerano una risposta all'aids utile ma non sufficiente. Il nuovo test costituisce quindi un importante passo avanti verso lo sviluppo di trattamenti migliori, fornendo nuove armi per combattere il virus nei luoghi in cui si nasconde. Definita "cruciale" nei primi commenti, la scoperta britannica ha tuttavia un enorme svantaggio: proprio come la multiterapia, difficilmente sarà disponibile nei paesi in via di sviluppo, vale a dire in quelle parti del mondo, a cominciare dall'Africa sub-sahariana, dove l'aids sta mietendo il maggior numero di vittime.
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