Corierre delle Alpi

Il dibattimento inizierà a novembre con il rischio della prescrizione.

Sangue infetto, gruppo Marcucci a giudizio
Cadono le accuse da ergastolo ma regge l'ipotesi di epidemia colposa



TRENTO. Un processo per il sangue infetto ci sarà e inizierà il 29 novembre in tribunale. Ma sarà un processo molto ridimensionato rispetto alle accuse della procura: solo 12 dei 25 imputati sono stati rinviati a giudizio e le accuse da ergastolo sono cadute in udienza preliminare.
Questa è la decisione che il gup Giorgio Flaim ha reso pubblica ieri - dopo 24 udienze - leggendo in aula per oltre cinque ore più di 800 pagine di motivazioni. I provvedimenti sono due: una sentenza di proscioglimento con cui il giudice ha cancellato le accuse nei confronti dei responsabili di vari centri di ematologia italiani, e un decreto di rinvio a giudizio nei confronti di Guelfo Marcucci (titolare del gruppo farmaceutico), di tecnici e dirigenti che hanno lavorato nel gruppo e di Duilio Poggiolini, dal 1973 al 1993 direttore generale del servizio farmaceutico nazionale.
E' una decisione che concede elementi di soddisfazione e di rammarico a tutte le parti coinvolte nel processo. Guelfo Marcucci e il figlio Paolo sono stati prosciolti dall'accusa più grave, quella di epidemia dolosa secondo cui avevano immesso sul mercato emoderivati prodotti con sangue importato in maniera irregolare e non controllato (sapendolo) e provocando il contagio di centinaia di pazienti. Ebbene secondo il giudice Flaim la procura non ha portato in aula alcun paziente il cui contagio possa essere ricondotto indiscutibilmente all'importazione di sangue infetto. Cade quindi l'ipotesi più inquietante, quella secondo cui centinaia di infettati sarebbero stati vittima di una ricerca sfrenata del profitto condotta da industriali consapevoli di quello che sarebbe successo.
La procura ha ottenuto invece il rinvio a giudizio di Guelfo Marcucci e numerosi suoi dirigenti e tecnici accusati di epidemia colposa, ma anche in questo caso il giudice dell'udienza preliminare ha selezionato ampiamente i casi che in novembre saranno portati all'attenzione del tribunale. Insomma un'inchiesta gigante dai costi miliardari che ha partorito un processo a metà ma comunque sufficiente ad alimentare le aspettative di centinaia di persone che sono venute a contatto con i virus dell'aids e dell'epatite negli anni fra il 1980 e il 1999 e che ora chiedono giustizia perché dalle carte processuali emerge comunque una realtà inquietante fatta di mancati controlli e superficialità sulla pelle dei pazienti.
L'appuntamento è stato già fissato per il 29 novembre e quello che partirà sarà un processo lungo, in salita e dall'esito incerto a cominciare proprio dall'inizio: se - come è già stato annunciato - la procura ricorrerà in appello contro i proscioglimenti di ieri, allora è praticamente certo un rinvio del processo per i 12 imputati in attesa della decisione sui 13 prosciolti con l'incubo (oppure la speranza, dipende dai punti di vista) della prescrizione. L'ipotesi di epidemia colposa potrebbe infatti arrivare troppo tardi nel caso di contagi - la maggior parte - avvenuti prima degli anni novanta.
Per giungere a questo risultato il giudice Flaim ha scritto 800 pagine di motivazioni da cui emerge una sanità nazionale senza colpa (Poggiolini finirà a processo, ma i responsabili dei centri trasfusionali di Bolzano, Prato, Latina, Taranto, Avellino e Caserta sono stati prosciolti) con vari dubbi invece sull'attività delle società che ruotavano nella complessa galassia del gruppo Marcucci. Restano - questi nessuno potrà cancellarli mai, nemmeno le sentenze di proscioglimento - le migliaia di casi di contagio senza che sia stato individuato un responsabile. Finora il ministero della Sanità ha scelto di restare fuori dal processo trentino, ma lo Stato potrà ancora - in novembre - costituirsi parte civile.

 

Per informazioni scrivete a :mailto:info@emofilici.com  Copyright © 2002 [www.emofilici.com]  Questo sito è stato ideato, progettato  è realizzato da un emofilico per la divulgazione della malattia, quindi non è un sito scientifico ma, solo informativo.