Regione Veneto

   Un innovativo programma regionale di profilassi per la carenza iodica

Un innovativo programma regionale di profilassi per la carenza iodica Una nuova indagine epidemiologica condotta su tutto il territorio regionale ha evidenziato una bassa ioduria e una percentuale di gozzi superiore al dieci per cento. La giunta veneta ha per questo motivo promosso una campagna di idroprofilassi affidandone la direzione scientifica e tecnica all’azienda ulss di Pieve di Soligo. Obiettivi della campagna sono meglio informare sui rischi correlati alla carenza iodica la popolazione, meglio coinvolgere i medici di famiglia e i pediatri di base, meglio sensibilizzare le aziende per la ristorazione. Per la prima volta sono stati coinvolti nel marketing sociale anche i punti vendita del sale, mentre tutte le aziende sanitarie hanno provveduto a istituire un tavolo intersettoriale. Anatomia e fisologia La tiroide è una ghiandola che si trova alla base del collo dove aderisce alla trachea e alla laringe seguendone i movimenti durante la deglutizione. La tiroide ha la proprietà di assumere dal sangue lo iodio introdotto per via alimentare e di utilizzarlo per la sintesi di ormoni detti appunto tiroidei. Ma il fabbisogno di iodio è particolarmente elevato per le donne in gravidanza e per i bambini. La produzione di una adeguata quantità di ormoni tiroidei è indispensabile al normale accrescimento corporeo e allo sviluppo e alla maturazione dei vari apparati: una loro ridotta o non ottimale produzione durante la vita fetale e neo natale può provocare diversi gradi di problematiche fino a un arresto irreversibile della maturazione dell’encefalo con gravi conseguenze sullo sviluppo intellettivo configurando ritardo mentale, sordomutismo e paralisi spastica. Per sintetizzare la giusta quantità di ormoni tiroidei la tiroide deve quindi disporre di una quantità adeguata di iodio. Patologia La tiroide si adatta entro certi limiti alla carenza di iodio e riesce a mantenere la secrezione di ormoni tiroidei nelle concentrazioni fisiologiche aumentando la captazione di iodio, riducendo l’eliminazione urinaria e microscopicamente ingrandendo il volume sino a diventare palpabile e visibile. I sintomi più frequenti sono disfagia e dispnea. Epidemiologia Il gozzo viene definito endemico se si riscontra in più del cinque per cento della popolazione totale o in più del dieci per cento della popolazione in età scolare. Il metodo più diretto che indica l’apporto alimentare di iodio in una popolazione è il dosaggio della escrezione urinaria di iodio. Con la parziale correzione della carenza nutrizionale e di iodio (profilassi iodica silente), dovuta al miglioramento dei trasporti e alla modifica delle abitudini alimentari (miglioramento della distribuzione alimentare), il cretinismo endemico è diventato un fenomeno di interesse storico. Persistono però fenomeni apparentemente di minore impatto che sono stati descritti con differente denominazione (deficit cognitivo endemico e ritardo mentale subclinico) e che si caratterizzano per diminuzione parziale dell’intelligenza, per lievi difetti del linguaggio, per lievi deficit neurologici e muscolari. Una recente revisione critica delle indagini epidemiologiche condotte in ambito nazionale ha permesso di costruire una prima mappa della carenza iodica. L’indagine riguarda la popolazione giovanile di età compresa tra sei e quattordici anni residenti in località extraurbane, per lo più collinari e montane. Sono stati esaminati 72 mila bambini. Praticamente tutte le località analizzate hanno rivelato una ioduria inferiore a cento micro grammi di creatinina. Questi dati suggeriscono che in Italia la carenza iodica non è limitata alle regioni settentrionali, ma è presente anche nelle regioni centro meridionali. La carenza di iodio, pur essendo più frequente e più grave nelle aree collinari e di montagna, è presente in pianura e addirittura in alcune zone costiere tanto che si stima che le persone esposte agli effetti della carenza iodica siano 5 o 6milioni. Una indagine epidemiologica portata a termine su 6 mila e 300 studenti veneti ha attestato, con la unica esclusione di alcune aree del vicentino (prevalenza del 12,7 per cento) e del trevigiano (prevalenza dell’11,7 per cento), che il Veneto non è una area di endemia gozzigena. Tuttavia i bassi valori di ioduria confermano l’inadeguatezza della iodoprofilassi silente. Profilassi Il metodo di profilassi più efficace consiste nel sostituire il normale sale da cucina con sale arricchito di iodio. L’efficacia del metodo è stata chiaramente dimostrata in Scandinavia, Austria, Germania, Venezuela, Stati Uniti. La legislazione attuale italiana prevede la produzione e la vendita di sale iodato su tutto il territorio nazionale, ma il suo consumo rimane su base volontaria. Uno schema di disegno di legge per contrastare le manifestazioni da carenza iodica che presuppone l’uso di sale arricchito con iodio sia nei punti vendita che nella preparazione e nella conservazione dei prodotti alimentari è appena stato approvato su proposta del Ministero della Salute. Anche alla luce di questo provvedimento la Regione Veneto sta promuovendo una campagna di informazione e di sensibilizzazione sull’utilizzo del sale iodato.

 

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