Partita anche la seconda parte del processo: chiesti 55 milioni

TRENTO. Si è aperto ieri in tribunale un processo collaterale a quello apertosi il 29 novembre scorso in corte d'assise, contro 13 dirigenti di industrie farmaceutiche imputati di epidemia colposa in relazione alla commercializzazione di plasma e emoderivati infetti. Il processo era contro Paolo e Guelfo Marcucci. I due erano stati prosciolti in udienza preliminare dall'accusa di epidemia dolosa contestatagli dal pm Bruno Giardina per fatti avvenuti dopo il 1993, ma la corte d'appello aveva ritenuto che tali fatti potessero essere qualificati come epidemia colposa e aveva disposto il rinvio a giudizio. Il processo a loro carico è cominciato con la richiesta di costituzione di parte civile delle associazioni che tutelano le migliaia di persone infettate dal virus Hiv e dell'epatite. Anche l'Avvocatura dello Stato si è costituita parte civile a nome del ministero della Salute, come aveva già fatto nel processo principale, presentando la stessa richiesta di risarcimento danni: 55 milioni di euro. I giudici si sono riservati di decidere sulle richieste di costituzione il 7 febbraio.

 

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