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Ladro della vista Mille colliri per prevenire il glaucoma. Servono?
di Roberto Satolli Immaginate di essere tra coloro che tutte le sere mettono un collirio per ridurre la pressione troppo alta degli occhi. Migliaia di italiani lo fanno, perché col tempo la compressione può danneggiare il nervo ottico, col risultato che si offusca pian piano il campo periferico della visione, talvolta sino alla cecità: è il glaucoma, ladro silenzioso della vista, insidia ignota a quasi la metà degli italiani, che secondo un'indagine appena condotta dalla Swg non ne hanno mai sentito parlare. Ciò indigna l'associazione degli oculisti, che ha commissionato l'inchiesta. E per rimediare, gli specialisti hanno indetto la benemerita "settimana del glaucoma" (non ne bastano 52 per tutti gli accidenti di cui dovremmo preoccuparci: dovranno convivere), offrendo di misurare gratis la pressione degli occhi a chi lo vuole, dai 40 anni in su. Fanno bene? Uno studio americano fresco di stampa su "Archives of Ophtalmology" dice che sull'arco di 5 anni i colliri dimezzano la comparsa di glaucoma in chi ha i bulbi troppo tesi (sopra 24 millimetri di mercurio). Conferma indispensabile, perché sinora di fatto non si sapeva se le gocce servissero davvero a prevenire i guasti alla vista, in quanto tutte le indagini avevano dato risultati inconcludenti; e nonostante ciò li si usava già largamente, il che tra parentesi la dice lunga sulla scientificità della medicina. Eppure anche ora gli stessi autori americani dello studio mettono in guardia: non è detto che convenga dare i colliri a tutti coloro che hanno la pressione alta negli occhi. Infatti bisogna fare i conti anche col fatto che ben oltre il 90 per cento di costoro non avranno mai disturbi, mentre i farmaci a lungo andare ne possono provocare, compresi gravi turbamenti psichici e inconvenienti a urinare. Per di più il vantaggio dei colliri riguarda solo una piccola minoranza: su venti persone che li usano per anni, uno solo ottiene il risultato di evitare guai alla vista.Al sito www.occhioallocchio.it, dove si promuove la lotta al glaucoma, non si trova traccia di queste cifre scoraggianti. Chissà quanti oculisti le spiegano ai pazienti cui volonterosamente misurano la pressione? Per evitare imbarazzi e conflitti d'interessi, forse farebbero meglio a controllare solo quelli che rischiano in misura consistente: anziani, diabetici e parenti di malati. 11.07.2002 |
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