Trento

Al processo per il sangue infetto in corso a Trento sono stati di scena ieri i legali di Duilio Poggiolini, ex direttore generale del servizio farmaceutico del ministero della Sanità. L'avvocato Paolo Fava di Bolzano ha ridimensionato il ruolo di Poggiolini nella vicenda degli emoderivati infetti, sostenendo che era un funzionario amministrativo e non tecnico del ministero e che quindi non poteva avere competenze scientifiche in materia, che spettavano invece ad altri enti. L'avvocato ha poi sottolineato che a Poggiolini vengono contestati 27 capi di imputazione, di cui ben 23 per condotte omissive. Fava ha poi contestato non solo l' accusa di epidemia dolosa, ma addirittura l' esistenza stessa di un'epidemia, portando dati a sostegno della tesi che in altri paesi europei vi furono più contagi tra gli emofilici che non in Italia. E se epidemia vi fu, ha detto Fava, la responsabilità è delle industrie farmaceutiche, non del ministero

 

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