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Lotta al dolore
Sono gli anti-Cox2, una promettente generazione contro le infiammazioni. Sicuri. Efficaci. Lanciati con enfasi. Ma... di Roberto Satolli Negli Stati Uniti il produttore non può più affermare che il Celebrex (celecoxib) fa meno danni allo stomaco di altri comuni farmaci per l'artrosi: lo ha imposto la Fda, l'organismo che vigila sul mercato dei farmaci. Le autorità sanitarie francesi hanno chiesto alla Commissione di trasparenza (che vigila sulla reale utilità dei nuovi medicinali) di rivalutare se i cosiddetti anti-Cox2, ultima generazione dei rimedi contro il dolore e l'infiammazione valgono la spesa che comportano: il solo celecoxib è già arrivato a costare 125 milioni di euro l'anno alle casse salute d'oltralpe (135 milioni di euro per il Servizio sanitari nostrano). Gli anti-Cox2, lanciati con una campagna di marketing colossale che ne sottolineava la sicurezza per i rischi di ulcera, sollevano sempre più dubbi e critiche autorevoli, che non ricevono dai media altrettanta attenzione e diffusione. L'ultima censura, che ha innescato le reazioni già dette, è comparsa sul "British Medical Journal": i dati della più importante sperimentazione sul celecoxib sono stati manipolati, in modo da far risaltare un vantaggio che esiste solo a breve termine (primi sei mesi) e scompare su un periodo più lungo. L'altro farmaco della stessa famiglia, il Rofecoxib, arrivato dopo e meno diffuso (solo 99 milioni di euro in Italia), può ancora vantare una maggiore innocuità sullo stomaco (la Fda impone, però, di avvisare i pazienti di un possibile maggior rischio di problemi cardiovascolari). I produttori cercano ora di accreditare gli anti-Cox2 anche per i dolori acuti. Ma l'American Academy of Orthopedic Surgeons ha invitato i suoi membri a essere cauti, perché i nuovi antinfiammatori potrebbero rallentare la guarigione delle fratture, o degli interventi sulla colonna. «Se l'osso fosse mio, ci starei attento», commenta Patrick O'Connor, che riporta i preoccupanti risultati di esperimenti su ratti sul "Journal of Bone and Mineral Research". 18.07.2002 |
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