TRENTO. Si apre oggi in tribunale a Trento il processo a carico di 13 dirigenti di industrie farmaceutiche imputati di epidemia colposa in relazione alla commercializzazione di plasma e emoderivati infetti che negli anni'80-'90 avrebbero causato la diffusione del virus Hiv e dell'epatite, provocando migliaia di infezioni. Tra gli imputati anche Guelfo e Paolo Marcucci, con Duilio Poggiolini. Nell'udienza preliminare conclusa lo scorso 12 luglio erano state accettate le costituzioni di parte civile di circa 270 delle 1.340 persone che avevano fatto richiesta inizialmente. Si tratta di pazienti o loro familiari infettati dal virus dell' Hiv e dell' epatite dopo l'uso di emoderivati. Gli imputati per i quali la procura di Trento aveva chiesto il rinvio a giudizio erano 27, due dei quali sono deceduti nei mesi scorsi. Il Gup Giorgio Flaim ha sfrondato le accuse dei magistrati trentini, riducendo in maniera significativa i capi di accusa. Ha anche rigettato le richieste di prescrizione dei reati e di incompetenza territoriale. Guelfo Marcucci era stato prosciolto dall'accusa di epidemia dolosa per fatti avvenuti dopo il 1993, ma la corte d'appello di Trento ha ritenuto che tali fatti possano essere qualificati come epidemia colposa aggravata dalla previsione dell'intento epidemico e pertanto ha disposto il rinvio a giudizio dell' imputato per tale titolo. Il processo a suo carico inizierą a gennaio, ma non č escluso che oggi i giudici decidano un rinvio per unificare i due processi a gennaio. L'inchiesta era partita nel'94 a livello trentino. Nel giugno'95 era salita alla ribalta internazionale con un primo megasequestro di centinaia di sacche di plasma

 

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