Tribuna

Infezione da stafilococco in Medicina In un mese sono stati registrati quattro casi Sono pazienti trasferiti dalla Rianimazione

Quattro casi di infezione da stafilococco aureus in un mese nel reparto di Medicina Generale. Sono tutti pazienti arrivati dalla Rianimazione, dove erano ricoverati in seguito a interventi chirurgici. In Medicina sono stati tenuti in stretto isolamento per evitare il diffondersi dell'infezione, obbligando medici e infermieri a usare guanti e mascherine e a cambiarsi una volta usciti dalle stanze di degenza. «Lo stafilococco - denunciano in ospedale - arriva dalla sale operatorie del gruppo della Piastra Servizi. Mancano le condizioni di sicurezza igienica». In Medicina, al sesto piano del monoblocco, c'è una certa preoccupazione. L'isolamento dei quattro pazienti ha impedito l'espandersi dell'infezione. Gli operatori sanitari sono stati informati sul come comportarsi. E' stato loro consigliato di evitare il contatto a mani nude con i malati infettati dallo stafilococco aureus e di procedere a una doccia completa una volta ultimate le prestazioni. «Il problema - si sostiene in ospedale - è collegato alle condizioni in cui si trovano le sale operatorie, soprattutto quelle del gruppo Piastra. L'attività è intensissima. Si lavora a ritmi frenetici per riuscire a dare risposta alla domanda di prestazioni chirurgiche. L'agibilità concessa alle sale è solo sulla carta. Non si è tenuto conto dei precisi dettami della legge 626 sulla sicurezza degli ambienti di lavoro». Le barelle con i pazienti in arrivo dai vari reparti vengono fatte entrare direttamente nelle sale operatorie, portando eventuali batteri in un ambiente che dovrebbe essere asettico. In altri ospedali, a esempio in quello di Montebelluna, le disposizioni sono differenti. I pazienti vengono fatti entrare in sala operatoria attraverso un nastro trasportatore lasciando fuori oggetti su cui potrebbero annidarsi i batteri. A Castelfranco l'ingresso della biancheria sterilizzata e l'uscita di quella sporca avviene tramite lo stesso accesso con le relative conseguenze. Gli infermieri sono costretti a cambiarsi in uno stesso spogliatoio. I disagi sono stati segnalati più volte, ma finora non sono stati presi provvedimenti. Nel reparto di Rianimazione sono stati riscontrati anche casi di candide e funghi, meno pericolosi dello stafilococco aureus ma comunque fastidiosi. Il batterio può provocare infezioni sia localizzate che generalizzate fino ad arrivare, nei soggetti debilitati, a setticemie ed endocardite. Viene combattuto con l'assunzione di antibiotici.

 

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