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Espresso
Così si batte un killer
di Daniela Minerva Un guadagno netto del 7 e del 5 per cento in dieci anni nei tassi di sopravvivenza ai tumori del retto e del colon è un traguardo di tutto rispetto. È, come si vede dal grafico, il maggiore incremento e permette di affermare che in oltre la metà dei casi, a questa neoplasia, che colpisce 44 mila italiani l'anno, si sopravvive. Grazie senz'altro alla diagnosi precoce che permette di intervenire chirurgicamente prima che la malattia si diffonda. Ma anche alle combinazioni di chemioterapici che gli oncologi medici hanno messo a punto a partire dal 5-Fluoracile 5-Fu, la molecola che costituisce la terapia standard contro le neoplasie del colon-retto. La storia dei successi in oncologia ha dimostrato che la strategia vincente è la combinazione di molecole secondo diversi protocolli. Contro il cancro del colon-retto si è dimostrata efficace la combinazione del 5-Fu con l'oxaliplatino, molecola già nota che solo ora mostra la sua potenza di tiro. «L'oxaliplatino entra nel Dna delle cellule tumorali e ne inibisce la proliferazione», spiega Silvio Monfardini, direttore della divisione di Oncologia medica dell'Ospedale di Padova: «I risultati migliori si raggiungono quando l'oxaliplatino è utilizzato insieme ai 5-Fu: due studi compiuti su un totale di 620 pazienti hanno dimostrato un incremento di sopravvivenza di 16-19 mesi rispetto ai pazienti trattati col solo 5-Fu». «I due studi», ha spiegato Roberto Labianca, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica, nel corso del congresso dell'associazione, «sono stati pubblicati sul "Journal of Clinical Oncology". Il primo ha confrontato la combinazione di oxaliplatino con 5-Fu e acido folinico con quella di 5-Fu e acido folinico soli, il secondo di solo oxaliplatino verso 5-Fu e acido folinico: in entrambi i casi il risultato è stato un significativo vantaggio della terapia con oxaliplatino». Il reale confronto con il cancro fuori dai riflettori delle meraviglie scientifiche, che spesso si risolvono in benefici solo per i topi di laboratorio, è lento e faticoso. E il lavoro degli oncologi è quello dei moderni alchimisti che associano molecole, provando e riprovando, per garantire ai malati un anno di vita, a volte meno, a volte più. Senza certezze. E ogni molecola rappresenta una possibile chance. Forse questa realtà non brilla come la retorica sui miracoli, ma è da questo lavoro silenzioso che arrivano le vittorie importanti. Come questo grafico dei tassi di sopravvivenza che va, lentamente ma inesorabilmente in su. 24.10.2002 |
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