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L'Espresso
Artrosi, basta un poco di zucchero e il dolore non c'è più
Impedisce lo sviluppo della cartilagine che blocca le articolazioni. E arresta la malattia. Che colpisce quattro milioni di italiani di Letizia Gabaglio La glucosamina solfato, un aminozucchero naturalmente presente nell'organismo umano, rischia di diventare il farmaco più venduto al mondo. Questa sostanza è infatti il punto di partenza per la sintesi di importanti macromolecole a loro volta presenti nei tessuti che formano tendini, legamenti e articolazioni. Un deficit di glucosamina indebolisce questi tessuti, e favorisce l'insorgere e l'acutizzarsi dell'artrosi. Non è uno scherzo, perché l 'artrosi è una malattia che solo in Italia colpisce circa 4 milioni di persone. Qui, dunque, sta la fortuna del farmaco a base di glucosamina. In farmacia già si trovano integratori a base di questa sostanza, ma la concentrazione di aminozucchero presente è troppo bassa. O meglio, non esistono studi clinici che dimostrino l 'efficacia dei comuni integratori contro l'artrosi. Dati scientifici confortanti arrivano invece dalle sperimentazioni effettuate sul farmaco, scoperto e prodotto dal gruppo Rottapharm di Monza: la molecola si è dimostrata capace di ridurre le modificazioni strutturali e i sintomi dolorosi e funzionali della malattia. Lo studio, coordinato da Jean Yves Reginster dell'Università di Liegi e pubblicato su "The Lancet" (vol. 357), ne ha verificato gli effetti a lungo termine, ben tre anni, sulla progressione di un tipo particolare di artrosi, quella che colpisce il ginocchio. Di gran lunga la più diffusa. Non solo la gonartrosi preoccupa i medici, sono tutte le diverse forme delle malattie osteoarticolari a incidere pesantemente sulla salute dei cittadini: «In Italia l 'artrosi è causa del 27 per cento delle pensioni di invalidità», sostiene Rita Moneta, segretaria dell'Associazione Nazionale Malati Reumatici. E se a questo aggiungiamo il crescente invecchiamento della popolazione mondiale, quella che lamenta di più questo tipo di dolori, il conto è presto fatto: si tratta di una vera emergenza. L'allarme artrosi è stato lanciato a margine dell'European Workshop for Rheumatology Research dalla Lega Italiana per la lotta alle malattie reumatiche. «Negli ultimi 10-15 anni si è scoperto che l'artrosi è una vera malattia legata ad alterazioni del metabolismo della cartilagine», ha affermato Roberto Marcolongo, presidente della Lega: «Sappiamo che l'artrosi può cominciare addirittura a 30 anni». Ma se la causa non è solo l 'invecchiamento, quali sono i possibili fattori scatenanti di questa malattia? Primi fra tutti alcune malattie endocrine e metaboliche, come il diabete, che possono provocare alterazioni nella struttura stessa dell'osso e della cartilagine. A queste vanno aggiunti i traumi e le fratture che, se non vengono curati nel modo giusto, possono originare alterazioni a carico della struttura ossea. Inoltre, la formazione di cristalli: quando alcune sostanze come il pirofosfato di calcio o l'acido urico sono presenti in quantità eccessive nell'organismo, si aggregano e si depositano a livello delle articolazioni. Irritando così le strutture nervose e articolari. In ultimo bisogna considerare anche particolari forme ereditarie di artrosi, nelle quali la struttura chimica del collagene risulta alterata. Un insieme eterogeneo di disturbi che colpisce in media più le donne. E le colpisce soprattutto dopo i 55 anni, quando le modificazioni ormonali legate alla menopausa causano con grande probabilità alterazioni del metabolismo osseo e cartilagineo. Chi soffre di dolori articolari si rivolge in prima battuta al medico di famiglia. «In Italia su 25 visite giornaliere, il medico di famiglia viene a contatto con problemi legati all 'artrosi almeno in nove casi», sottolinea Augusto Zaninelli medico di famiglia della Società Italiana di Medicina Generale. È qui, nello studio del medico generale che il problema dovrebbe essere diagnosticato, la cura prescritta e, nei casi più gravi, il paziente dovrebbe essere indirizzato verso lo specialista di queste patologie: «Lo specialista giusto è il reumatologo, e non l 'ortopedico o il fisiatra», come ha affermato Roberto Marcolongo. Tante volte, però, sul buon senso prevale il desiderio di sottrarsi in tempi brevi al dolore, e allora si ricorre a un analgesico o un antinfiammatorio. Ma il risultato è solamente passeggero: il sintomo passa, la malattia progredisce. E qui sta la novità della glucosamina solfato. Nei 106 pazienti a cui è stata somministrata la sostanza per tre anni si è registrata una riduzione del 24,3 per cento dei sintomi dolorosi (calcolati con un indice internazionale) contro l'aumento degli stessi lamentato da chi invece ha ricevuto un placebo. Nello stesso tempo l'aminozucchero si dimostrato capace di limitare il progredire della malattia: attraverso radiografie e risonanze magnetiche periodiche si è potuto calcolare la riduzione dello spazio articolare, la fessura fra le ossa dove risiede la cartilagine. Alla fine dello studio il gruppo trattato con glucosamina non ha mostrato alcuna riduzione dello spazio articolare, contro gli 0,31 millimetri del gruppo di controllo. |
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